Luoghi da scoprire, gente da incontrare, storie da raccontare...by Carlo Tognazzi
Monte Spino (1485m)
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Certe volte si ha voglia di partire soli, senza pretese , senza una vetta da raggiungere o un libro da firmare. Si ha voglia di partire per trovare una salita , per faticare e distrarsi dalla routine, per fare una camminata e vedere un posto nuovo che ci ispiri qualche emozione nuova o qualche fotografia. Questa gita è stata così.Direzione S.Michele di Salò, ferrata Spigolo della Bandiera, ferrata Ernesto Franco , rifugio Pirlo allo Spino e alla fine, nonostante ci fosse nulla di programmato, c'è stata anche la vetta dello Spino. Giornata di sole da incorniciare.Quando improvvisi e tiri fuori escursioni come questa è una soddisfazione.
Ore 8. Siamo a meno qualche grado. Si parte dal Gaver per malga Cadino e su fino al Lago della Vacca. Una meta conosciuta e ambita da tantissimi amanti dell'Adamello. Sentiero tranquillo, da percorrere come un bel trekking durante la stagione estiva. Le cose cambiano in inverno e primavera. Soprattutto se c'è neve dalla sbarra al Tita Secchi. Cambia perchè ci inciaspoliamo e saliamo praticamente sempre sotto zero gradi fino lassù. Fatico il doppio con le ciaspole, non le sento parte integrante dei miei piedi, come invece accade quando indosso gli scarponi. Non sono solo lo strumento che mi consente di progredire anzichè sprofondare nella neve,le sento come una zavorra e ad ogni passo ,soprattutto sui traversi mi rallentano e infastidiscono. Il Prudo invece si fa guidare dalle sue ciaspe e vola sulla neve.Vola! Lo invidio, lo inseguo, tento di impietosirlo ,ma lui è una fottuta macchina. Dopo due ore non lo vedo più,sparito sul sentiero nevoso...
Cima Gusaur e Cima Manga facevano parte fin dall'inizio della Grande Guerra dell' Impero Austro-Ungarico, ma furono conquistate dagli Italiani nei primi giorni del conflitto. Il 24 maggio, da Cadria, il comandante, il colonnello Metello Gianni, segnalò al Comando del Sottosettore delle Giudicarie che non si trovavano traccia, né si sapeva, di lavori realizzati in valle dal nemico, le cui truppe si erano ritirate su posizioni tattiche al di là di Val di Ledro. Nella zona, priva di risorse, con soltanto vecchi, donne e fanciulli, si soffriva la fame. I bersaglieri avanzarono verso Bocca alla Croce, Cima Gusaur e Cadria, disponendosi sulla linea che da Puria va a Dosso da Crus passando per Monte Caplone, Bocca alla Croce e Cima Gusaur. Il giorno seguente raggiunsero il Caplone ed il Tombea. Non trovarono resistenza.
Il passo a salire è lento e regolare. Fabio sembra contare i passi, ma in verità gli viene naturale camminare così. Per me è un toccasana:niente scatti e sprechi inutili di fiato. Al Rifugio Baitone siamo in un lampo. Superiamo il lago omonimo lungo tutto il lungo traverso che lo costeggia a sinistra e in poco siamo sull’ultima salita per il Rifugio Tonolini. Nonostante ci siamo fermati a fotografare ,siamo in anticipo sui tempi indicati dai cartelli cai. Ci fermiamo ancora a fare qualche foto al panorama e al torrente che alimenta il Lago Baitone. Il Tonolini è lì. A fare da sentinella sulla valle. Brulica di escursionisti. Gente salita a rinfrescarsi (in questi giorni a Brescia ci sono 37 gradi), alcuni pronti a scalare ,altri a raggiungere il prossimo rifugio ,magari lungo l’alta via dell’Adamello. Noi siamo qui per andare a vedere i laghi nei dintorni e quello che capita. Ma prima di ripartire ci vuole una rinfrescata al lago Rotondo:un laghetto adiace...
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