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Monte Carone (1621m)

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Il Carone faceva parte della linea di difesa italiana durante la Grande Guerra. Il comprensorio fu  trasformato in una roccaforte militare con trincee, depositi, postazioni di contraerea e postazioni di artiglieria per contrastare eventuali attacchi austriaci dal Lago di Garda. Tra le postazioni di difesa ,c'era anche un grande faro proiettore in grado di illuminare ,con un fascio potentissimo ,l'avanzata del nemico attraverso i pendii e le rocce. Ancora oggi sono ben visibili resti di baracche, gallerie , bunker e ruderi che facevano parte dell'imponente zona fortificata. L'accesso alla vetta, avviene salendo la ripida scala di 250 scalini scavata dai nostri alpini  nella roccia viva che portava (e conduce tutt'oggi) ai primi ruderi e baraccamenti poco distanti dalla vetta. Osservando l'imponente panorama dalla cima, si intuisce l'importanza strategica del Carone per il controllo di quel settore delle Alpi di Ledro. La stupenda croce di vetta, costrui...

Il Nodice (852m)

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Cima di importanza strategica per gli Italiani  durante la Prima Gurerra Mondiale. Era situata di fronte a Cima Capi ( Austriaca) e i due eserciti in mezzo si fronteggiavano a colpi di artiglieria e corpo a corpo. Una rete di trincee creava una serie di camminamenti che gli Italiani sfruttavano per raggiungere le postazioni e i vari alloggi , quasi sempre scavati nella roccia e sotto terra.Per salire alla cima da Sud, evitando di essere colpiti dai nemici, i soldati scavarono nella roccia una serie di gradini, questo accesso è conosciuto come: “Scala Santa di Nodice”. Oggi è attrezzata con un cavo di metallo ed il sentiero è considerato per escursionisti esperti EE. Numerosi alloggi  si trovano anche prima e dopo la Scala Santa, alcuni in grotte naturali , altri in tunnel scavati con esplosivi e picconi. In alcuni punti i tunnel venivano rinforzati con cemento o moduli in cemento. Cima Nodice fu l'ultima ad essere conquistata dall'Esercito Italiano nell'ottobre 1915. ...

Cima Rocca (1090m)

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Cima Rocca ,Sullo sfondo il Monte Brione e Riva del Garda Cima Rocca , che durante la Prima Guerra Mondiale veniva chiamata La Rocchetta, faceva parte , insieme a Cima Capi , di una dorsale fortificata dall'esercito austriaco. Le due cime erano interamente trinceate e collegate tra loro da caminamenti scavati nella roccia che le rendevano inespugnabili. Rese ancora più inattaccabili dalla loro conformazione a picco sul Garda rappresentavano una linea difensiva invalicabile e strategica. Un passaggio attrezzato attraverso un tunnel Cima Capi (detta Lo Sperone ) e Cima Rocca furono attaccate più volte da Alpini e Finanzieri italiani tramite azioni ai limiti dell'alpinismo. Le postazioni furono conquistate dagli Italiani  e riprese dagli austro-ungarici più volte. Uno dei tanti camminamenti trinceati Cima Rocca (1090m) che sovrasta di circa 200 m la più frequentata Cima Capi è raggiungibile con poco più di 500 m di dislivello da Biacesa. Stesso par...

BVG trail 2017

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75 km da Salò a Limone del Garda. Panorami mozzafiato, fatica e tenacia su e giù per sentieri, mulattiere, prati, colline e montagne a picco sul Lago di Garda.4300m D+, una gara incredibile. (Se vi interessano altri scatti contattatemi)

Monte Resegone (1875m)

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Sulla ferrata del Centenario Giornata fredda, di quelle da restare nel letto a dormire, oppure sul divano con una tazza di tè bollente da sorseggiare ,magari davanti al  fuoco acceso. Ma visto che non è mai successo decidiamo di partire alle 6.30 in direzione Piani d'Erna, Lecco. Siamo io e Paolo. Arriviamo alla funivia e fa ancora freddissimo, siamo sotto zero.Il monte davanti a noi è completamente in ombra. Una cappuccio veloce, un cornetto caldo nel fatiscente bar e  partiamo. Boschi, vallette, rocce e in poco raggiungiamo il rifugio Ghislandi e  in 10 minuti si arriva sotto l'attacco della ferrata. Siamo all'ombra di un canalone attrezzato. Partiamo, si procede bene, Paolo viaggia sicuro e riesco a fare qualche bella foto dall'alto verso il basso.Ogni tanto spunta un raggio di sole, che ci sfiora appena. Finchè raggiungiamo la fine della ferrata e vediamo il sentiero n°1 che sale ancora. Finalmente è sole. Entriamo nella valle, si vede il rifugio Azzon...

Monte Stino (1466m)

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Rifugio raggiungibile direttamente in auto da Vesta del lago d'Idro. Ideale per una passeggiata nel dintorni anche quando si è poco in forma o in famiglia. Come è capitato a me: primo giorno decente dopo 3 giorni di malattia, ci siamo diretti sul Monte Stino che da anche il nome al rifugio in cima. Tutto intorno trincee e camminamenti della Grande Guerra indicati da cartelli e percorsi segnati. Consiglio di pranzare al rifugio Stino, piatti tipici e abbondanti.